Cosa è il Risk-Based Thinking

Il “Risk Based Thinking” è un approccio consolidato per la gestione dei rischi a tutti i livelli dell’organizzazione, con una logica non solo dipartimentale, basata sui processi e che considera il rischio come possibile effetto sul mancato raggiungimento di obiettivi.

Con il Risk Based Thinking le dotazioni di strumenti manageriali si sono arricchite con il concetto di Key Risk Indicator (o KRI), arrivato a fare da contraltare al Key Performance Indicator meglio conosciuto anche prima dell’introduzione del nuovo approccio.

La logica dei KRI è del tutto predittiva: quando il parametro registra il superamento di una soglia predefinita l’indicatore genera azioni di mitigazione del rischio e del danno potenziale. In questo senso la differenza con i KPI è evidente. I primi sono indicatori di rischio e quindi misurano condizioni preliminari rispetto ad un determinato accadimento, mentre i secondi sono indicatori di performance e in quanto tali misurano condizioni successive rispetto all’accadimento stesso.

Che legame tra il Risk-Based Thinking e la Qualità 4.0

Il legame tra il Risk-Based Thinking e la disciplina della Qualità 4.0 appare quindi immediato.

L’utilizzo di tecnologie informatiche sempre più integranti e sempre più in grado di connettere tra di loro sistemi informativi e strumenti di produzione conduce ad ottenere misurazioni dei fenomeni vieppiù accurate e capillari.

In questo senso la generazione di indicatori di performance a tutti i livelli degli ambiti produttivi diventa più facile e soddisfacente e in grado di influenzare la identificazione e il calcolo degli indicatori di rischio. In altre parole con i sistemi che presiedono alle logiche della Qualità 4.0 diventano più evidenti le relazioni tra fenomeni, rischi e problemi possibili in quanto tali relazioni sono facilmente modellizzabili e misurabili nelle loro manifestazioni più evidenti.

Il Risk-Based Thinking come sistema di controllo in un ambiente Qualità 4.0

Di conseguenza il Risk-Based Thinking viene abilitato come sistema di controllo vero e proprio dalle tecniche della Qualità 4.0. Gli indicatori di rischio servono a definire soglie di allarme al di sopra o al di sotto delle quali il sistema si allerta e genera azioni correttive in grado di non compromettere le performance. Le quali sono precisamente indicate dagli indicatori dedicati, in un circolo virtuoso che consente tra l’altro di definire se i KRI sono stati identificati correttamente,

Ecco dunque che la Qualità 4.0 diventa un sistema predittivo e prescrittivo a tutti i livelli della catena del valore produttiva. Tramite le misure del rischio l’intero ciclo di produzione viene tenuto sotto stretto controllo sia per quanto riguarda l’output (la produzione stessa) sia per ciò che attiene all’input (la qualità e l’efficienza delle macchine, la qualità dei materiali, eccetera).

La condizione perché ciò succeda è certamente che l’azienda sia dotata di sistemi informativi efficienti, moderni e connessi tra di loro. L’integrazione tra loro dei diversi sistemi informativi come i software ERP, MES, Supply Chain Management, CRM e altri consente di realizzare un vero e proprio Digital Quality Management System, per il presidio dell’automazione dei processi produttivi e la gestione documentale per fini organizzativi interni e/o documentativi esterni.

L’integrazione tra questi sistemi informativi è ancora una realtà lontana in molte realtà produttive di oggi. Peraltro sarà con la logica dei piccoli passi che verranno realizzati i progressi sperati. Uno di questi passi è rappresentato dalle soluzioni Blulink…

Per informazioni scrivete a marketing@blulink.com